7 Miliardi di Euro da spendere in e-learning e ebook

12 febbraio 2011 - pubblica su Facebook LinkedIn Xing Twitter FrienFeed Technorati Google Ok Notizie Thumblr

Post scritto da Mauro Sandrini. Seguimi su Twitter.

Dagli anni '90 la casa editrice Garamond (www.garamond.it) si occupa di tecnologie didattiche e dal '99 propone corsi online per insegnanti e contenuti didattici per gli studenti.

Agostino Quadrino è il responsabile della casa editrice nonché voce autorevole del panorama dell'e-learning italiano. La sua posizione è quella di mediatore fra le necessità della scuola e i bisogni delle famiglie, riuscendo a scorgere scenari che ad altri, a volte, sfuggono.

Agostino nella video intervista risponde alle domande illustrate di seguito e, in particolare, mette in evidenza le possibilità che si aprirebbero con una politica economica seria per le scuole e l'e-learning. Non è la prima volta che mostriamo come i soldi per innovare siano disponibili, sarebbe sufficiente smettere di sprecarli e utilizzarli un po' meglio per cambiare concretamente molte cose da subito. Ascoltiamolo.

Domanda 1.
Qual'è la situazione dell'e-learning nelle scuole in Italia oggi?

La situazione dell'innovazione nella scuola è molto eterogenea. Non è possibile definire un quadro netto e definitivo. Accanto a molte situazioni problematiche ci sono punte di eccellenza che a volte emergono dove meno ce le saremmo aspettate; al Sud per esempio.

Domanda 2.
Una politica economica per l'e-learning. É possibile?
Agostino ci mostra come attraverso il "social learning" (ovvero i contenuti messi a disposizione della comunità di apprendimento) diventa possibile proporre un modello alternativo a quello tradizionale legato alla fruizione dei soli testi cartacei.
Ma quanto costerebbe e con quali soldi produrre contenuti di qualità per la scuola?

Domanda 3.
7 miliardi di Euro in dieci anni per produrre materiali di qualità e risparmiare su carta, camion e scaffali destinati ai libri di testo?
Ogni anno le famiglie spendono in libri di testo circa 700milioni di euro.
Se invece di spendere questi soldi (o una parte almeno) in libri che appesantiscono le schiene dei nostri figli, intasano le autostrade con i camion carichi dei libri da scaricare dalle Alpi alla Sicilia e svuotano le tasche dei genitori?
Cosa si potrebbe fare in alternativa? L'e-learning e gli e-book sono una soluzione seria?

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