L'e-learning per giocare o... giocando si impara?

28 settembre 2010 - pubblica su Facebook LinkedIn Xing Twitter FrienFeed Technorati Google Ok Notizie Thumblr

Post scritto da Mauro Sandrini. Seguimi su Twitter.

L'e-learning, a volte, porta con sé il profumo della scuola, delle interrogazioni. Ricordi che se possono essere piacevoli per alcuni (i secchioni di un tempo!) non lo sono, invece, per molti.

D'altra parte è naturale: l'e-learning nasce innanzitutto negli ambiti educativi, sopratutto nelle università, e solo dopo comincia ad essere applicato in altri settori.

Può sembrare strano allora, a proposito dell'e-learning, sentir parlare di "Serious Games", cioè di giochi presi sul serio. Invece non è così. A volte proprio un problema difficile se affrontato con le metodologie tradizionali può essere risolto brillantemente con un approccio interattivo e coinvolgente come questo.

Ce ne parla nell'intervista qui sotto Lucia Pannese, esperta dell'argomento e responsabile di www.i-maginary.it azienda specializzata proprio in questo.

Si tratta di argomenti importanti e, a volte, presi alla leggera anche da molti professionisti dell'e-learning che non sono abituati ad uscire dagli schemi sulla base dei quali impostano il proprio lavoro. 

Gli argomenti qui affrontati ci fanno capire come spesso è proprio l'originalità a far dell'e-learning un "oggetto" interessante. E non soltanto i learning object o gli standard.


Ascolta l'intervista cliccando sul pulsante arancione:

Lucia Pannese intervista by elearningeinnovazione
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