Post scritto da Mauro Sandrini. Seguimi su .
L'ho fatto guardando agli studenti che a scuola ci vanno (spesso con la cartella carica di libri), oppure a chi della scuola deve sostenere i costi (i genitori). Da questo punto di vista la crescente diffusione dei libri digitali sembra inevitabile. É un quadro le cui cifre sono sinteticamente riportate .
Nell'esplorazione verso questo argomento per me nuovo i primi a cui mi sono rivolto sono stati i miei amici esperti dell'e-learning. E sono rimasto stupito dal fatto che la maggior non la considerasse una questione di loro competenza.
Certo, se l'e-learning viene ridotto alla questione tecnica allora si. Non è competenza degli specialisti, ma se l'e-learning è solo il più recente dei rami dell'albero lungo la quale si è sviluppata la conoscenza umana, il discorso cambia.
Gli e-book costringono tutti a guardare i processi in divenire a partire dal punto di partenza. Che non sono le app, non sono i multimedia o le simulazioni e neppure le relazioni sociali che si sviluppano su una piattaforma di e-learning.
Il punto di partenza, infatti, di ognuno di questi è la parola scritta. Quel che oggi chiamiamo contenuto trova la sua origine nella scrittura, in questa capacità così intrinsecamente umana da non riuscire a pensare l'umanità senza la capacità di esprimere se stessi attraverso questa.
Il tentativo di questo libro è proprio questo: di guardare alla realtà che ci sta di fronte senza nostalgia ma senza dimenticare da dove veniamo. É un modo per fare innovazione che non guarda solo all'efficienza ma anche alla qualità delle relazioni. La qualità della vita di ciascuno di noi e delle persone che fanno parte del nostro mondo.
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Se vuoi parlarne di persona sarò a E-book Lab il prossimo 3 marzo dove condurrò un workshop sui temi del libro.
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