E-learning: aggiornamenti (utili) dal mondo delle imprese

22 ottobre 2010 - pubblica su Facebook LinkedIn Xing Twitter FrienFeed Technorati Google Ok Notizie Thumblr

I finanziamenti per l'e-learning. Un'opportunità da non perdere

Post scritto da Mauro Sandrini. Seguimi su Twitter.

Nell'ambito del Congresso SIeL 2010 si è svolto ieri 21 ottobre 2010 il convegno "Impresa: valorizzare le conoscenze e le esperienze interne". L'evento è stato incentrato sulla possibilità per le imprese di intraprendere la strada dell'innovazione con l'e-learning anche grazie ai finanziamenti oggi disponibili.

In particolare l'intervento di Chiara Manfredda di Assolombarda è stato particolarmente illuminante per la chiarezza con cui ha presentato la situazione attuale da un osservatorio privilegiato: quello di Assolombarda che raccoglie 6000 imprese su Milano e provincia. Le considerazioni che ha presentato, però, vanno ben al di là dello specifico ambito geografico e possono essere assunte come punti cardinali dalle imprese che vogliono alimentare il loro percorso di innovazione con l'e-learning.

Fare innovazione con la formazione non è uno slogan, e neppure un'opzione, secondo Manfredda, "se non si investe sulla capacità di far emergere le conoscenze e le competenze all'interno delle imprese, le imprese saranno fuori dal mercato". Infatti se da una parte diminuisce il contenuto materiale dei processi produttivi, dall'altra si sviluppano quelle attività caratterizzate da una prevalenza di competenze e conoscenze. Pensiamo per esempio alle fasi di progettazione, di marketing e di ingegnerizzazione. In queste aree si sviluppano processi che poco hanno a che fare con cose concrete e molto invece con competenze immateriali.

Inoltre "le imprese che sfuggono alla omologazione del pensiero hanno più possibilità di successo. Le strategie passano attraverso la possibilità di pensare in modo creativo e, perché no, a volte anche in modo divergente". E' raro ascoltare queste parole. Quando accade fa molto piacere.

L'altro passaggio davvero utile, e concreto, non solo per le imprese milanesi, è stato il riferimento ai canali di finanziamento per la formazione, in particolare quella che porta innovazione dentro le aziende.  Da qualche anno le imprese hanno la possibilità di accedere a fondi che vengono gestiti dalle parti (cioè dalle associazioni imprenditoriali e dai sindacati) e possono così utilizzare un versamento obbligatorio all'INPS attraverso l'adesione a questi fondi.

Si tratta di una modifica normativa che ha drenato molte risorse verso la formazione alimentando una sensibilità imprenditoriale crescente proprio sull'investimento in formazione. Sono risorse ingenti. Fondimpresa, per esempio, riceve dall'INPS circa 200 Milioni di Euro/Anno. Denari a disposizione delle imprese a condizione che facciano formazione.

Ma come fanno formazione le aziende che utilizzano i fondi?

Come sfruttano queste risorse che la società, anche in questo momento di crisi, mette loro a disposizione? Spesso la formazione viene effettuata sulla base dell'offerta (a catalogo) e non sulla base di quella che è la reale esigenza di intervento su processi aziendali critici, ovvero su ruoli aziendali che devono essere rinnovati. Sono questioni centrali per costruire la domanda di formazione/innovazione delle imprese. "Una domanda che, purtroppo, non è sempre chiara e quindi si appiattisce sull'offerta invece che sulle reali necessità di formazione collegate alla innovazione competitiva delle aziende".

Alla domanda "che esigenze hai?" non sempre l'impresa è in grado di dare delle risposte. A questa domanda spesso si risponde con un'altra domanda "che corsi ci sono?" e si entra in un loop dove i finanziamenti coprono l'acquisto di prodotti standard anziché progettati ad hoc per l'impresa.

Se continua così sarà un'opportunità persa perché le risorse non vengono sfruttate per migliorare la competitività. Anche considerando solo i dati su Milano e provincia nel periodo 2007-2009 oltre 63 Milioni sono stati spesi per formare circa 100.000 persone. In questo ambito territoriale, però, è stata svolta un'indagine che ha rivelato come lo l'1,9 per cento dei corsi riguardano l'innovazione.

La ragione principale è che L'AZIENDA FA FATICA A CAPIRE quali siano gli elementi su cui investire per utilizzare la formazione come leva competitiva. E' più facile acquistare un corso di inglese o di informatica piuttosto che investire risorse su tematiche più alte e difficili. Questo è vero sopratutto per le pmi che sono proprio quelle che avrebbero più necessità di questi interventi.

Manfredda continua suggerendo che "forse non è chiaro alle aziende cosa sia l'innovazione. Siamo in grado di comunicare cosa sia l'innovazione alle imprese come sistema associativo e formativo?"

E' una domanda cruciale che non riguarda solo le imprese di Milano ma tutto il Paese. E' LA DOMANDA da cui iniziare per chi voglia occuparsi seriamente di e-learning come processo innovativo e non solo come tecnologia informatica o metodologia didattica.

Ascolta l'intervista rilasciata da Manfredda a margine del congresso SIeL:

Chiara Manfredda Assolombarda by elearningeinnovazione

Prossimi eventi:

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