La Corporate School e l'e-learning

20 giugno 2010 - pubblica su Facebook LinkedIn Xing Twitter FrienFeed Technorati Google Ok Notizie Thumblr

Speriamo che ci sia il sole...
Post scritto da Mauro Sandrini. Seguimi su Twitter.

Oggi inizia l'International E-learning Summer School 2010. Un evento dedicato all'e-learning nel contesto delle grandi imprese. Quello che segue è un estratto dell'intervento introduttivo.

Come nasce la Corporate School? Dal corso, alla formazione, alla scuola
Parlare di Scuola Aziendale oggi è un'occasione per affrontare le questioni dell'apprendimento in modo concreto.  Si tratta di un argomento che non riguarda solo le aziende ma anche le grandi organizzazioni pubbliche e no profit. La lente con cui guardiamo a questi fenomeni infatti è quella dell'organizzazione e della sua evoluzione, non della missione istituzionale.

La Scuola Aziendale è l'esito naturale di un percorso che inizia con alcuni corsi prototipo e a cui si aggiungono poi tasselli da parte degli specialisti della formazione e che, infine, sfocia nella istituzione di un vero e proprio nucleo organizzativo autonomo chiamato Corporate School.  A volte questo diventa un “affastellamento” di corsi, metodi e tecnologie che non sempre sono coerenti fra loro e che possono divergere dalle strategie dell'organizzazione in cui sono inseriti. L'obiettivo di questo intervento è di mostrare come, grazie all'e-learning, sia possibile ripensare questo processo all'interno di un contesto coerente con lo spirito e gli obiettivi dell'organizzazione, trasformando la Scuola Aziendale in un sistema capace di produrre valore.

La formazione ha un problema
Nella nostra società oggi viene attribuito poco valore alla formazione. A ogni livello. Dalla scuola istituzionale, all'università e anche all'interno delle aziende. La formazione viene al più considerata “qualcosa che bisogna fare” ma che generalmente è noiosa, i cui vantaggi sono aleatori ed è sicuramente un costo. I corsi obbligatori per legge sono un chiaro esempio di come viene considerata la formazione sia dai vertici dell'organizzazione sia da chi li deve fare.  Si tratta di un costo mal sopportato e di attività affrontate con assenza di motivazione. Ci sono delle eccezioni: le scuole di eccellenza, le università esclusive e, in ambito aziendale, la formazione mirata ad obiettivi specifici. Se guardiamo bene però, queste eccezioni confermano la regola. Si tratta di situazioni che sono volte a “risolvere un problema”. Nel caso delle scuole o delle università esclusive il problema può essere quello di sfornare nuove classi dirigenti oppure, nel caso dei corsi aziendali, il problema da risolvere  può essere molto specifico: commerciale, tecnico, gestionale.

In questi ultimi casi spesso si tratta di “training” e non di formazione. È proprio in questi casi, però, che la formazione vede riconosciuto il suo ruolo: quando è in grado di risolvere problemi concreti. Che la soluzione che offre sia quella di sfornare nuovi dirigenti o di avviare un macchinario appena venduto in Cina, non è importante. La formazione “culturale” invece, ha sempre meno spazio. Non si tratta di una opinione e neppure di un giudizio. Ci sono sempre meno risorse economiche per chi si occupa di formazione “culturale”. Risorse che, invece, si trovano nel caso del training orientato a risolvere problemi contingenti.

Se da un punto di vista sociale ciò è miope (come potranno le prossime generazioni affrontare un mondo così complesso senza i riferimenti culturali di base?) da un punto di vista interno alla organizzazione lo è molto meno. Sta cambiando il ruolo della formazione per come lo abbiamo conosciuto negli ultimi decenni. Ma non è detto che questa sia una brutta notizia. Anzi.

Il valore della formazione incentrato sulla risoluzione di un problema concreto
Oggi la formazione e i suoi professionisti, possono veder riconosciuto il proprio valore solo se sono in grado di offrire risposte a problemi reali all'interno dell'organizzazione in cui operano. Se questo accade anche le risorse si trovano.

Quindi una scuola aziendale oggi non può essere incentrata su concetti come “veicolare la cultura aziendale” (1)  bensì su come risolvere un problema concreto e sentito all'interno dell'organizzazione. La cultura e i valori dell'organizzazione non svaniscono; anzi essi diventano una conseguenza di una formazione incardinata sulla risoluzione dei problemi: dei clienti, dei tecnici, degli amministrativi. Se sviluppiamo una scuola aziendale in modo che essa risolva i problemi di qualcuno, il primo risultato che otteniamo è di sviluppare un'alleanza con coloro a cui abbiamo offerto la soluzione del problema. Ciò rappresenta inoltre un'azione di marketing interno indiretto ma molto efficace.

Può sembrare difficile in un paese come l'Italia dove la cultura e la prassi appartengono a mondi ancora lontani. Non si tratta neppure di arrendersi alla dittatura semplicistica del how-to all'americana. Quel che stiamo proponendo è di disegnare un contesto dove la risoluzione dei problemi acquisti una valenza strategica per l'organizzazione ma anche per il singolo individuo. È un approccio originale che fa riferimento alle radici più forti della nostra cultura: quella rinascimentale. Nelle botteghe degli artisti di quell'epoca, infatti, si risolvevano continuamente problemi tecnici. Ma questi non erano problemi a sé stante, isolati dal resto del mondo. Michelangelo e Leonardo mentre li risolvevano avevano in mente il mondo che costruivano mentre lavoravano. Mentre risolvevano i problemi tecnici producevano cultura.  All'epoca le architetture che disegnavano erano quelle delle piazze e dei monumenti che ancora ci restano. Oggi a partire da una formazione che offre soluzioni possiamo immaginare, e realizzare, architetture della conoscenza che costruiscono il mondo in cui viviamo.

L'E-learning per la scuola aziendale non è più una opzione. È condizione necessaria.
L'e-learning può essere un grande caos oppure un sistema complesso dotato di una propria armonia interna. Semplice addirittura. Nel primo caso è il risultato di piattaforme tecnologiche, metodi e docenti che costituiscono atomi isolati dal contesto. Nel secondo caso l'armonia può essere l'esito di un processo bottom-up che scaturisce dall'affrontare i problemi con la formazione. Un sistema di e-learning, infatti, è l'ideale per offrire soluzioni di training online per risolvere problemi molto concreti. Per questo è indispensabile.

Con l'e-learning possiamo costruire sistemi di training online che non hanno il problema del riconoscimento del valore in termini sociali perché “risolvere problemi” implica già la gratitudine di chi si vede risolto il proprio  problema. Tale gratitudine si trasforma spesso anche in valore commerciale perché una organizzazione che sa risolvere problemi può spesso vendere questa soluzione ai propri clienti. Quando questo accade si attiva anche un ulteriore passaggio: che la Scuola Aziendale si collega direttamente al mercato e non rappresenta più una sola voce di costo ma anche di entrate.

In questo modo c'è non solo il riconoscimento del valore del proprio lavoro, ma anche la trasformazione della Scuola Aziendale in un tassello strategico per l'intera organizzazione. È  a questo punto che diventa possibile riappropriarsi anche dei compiti “culturali” della formazione. Ma in un contesto nuovo dove la formazione non è più vista come un “costo” ma come fonte di valore.

Il risultato dell'e-learning  deve essere concreto. Per ogni organizzazione esso deve condurre a qualche risultato misurabile. Una strategia orientata all'individuazione dei problemi e alle loro soluzioni permette di farlo. Se l'e-learning non introduce una differenza nel contesto operativo di una organizzazione allora è bene evitare di buttare via i soldi.

(1) Di Tullio Luigi, Oltre il corso. Una scuola aziendale come vantaggio competitivo, Ed. Scuola di Palo Alto,  Scuola di Palo Alto, Milano, 1999


22 Giugno 2010 - ore 17.30 L'E-LEARNING PER LA GREEN ECONOMY (partecipazione gratuita)

Oggi che abbiamo toccato il picco nella produzione del petrolio, e il prezzo della benzina continua a crescere, siamo costretti a cercare soluzioni di risparmio energetico ovunque e non solo nella produzione diretta di energia come accade per esempio col fotovoltaico. Si pensi ai risparmi energetici ottenibili convertendo la formazione tradizionale anche parzialmente in e-learning. Immediatamente avremo persone che si muovono di meno, con meno rischi e minor impatto ambientale.
Una conversazione all'ora dell'aperitvo riservata a tutti coloro che si iscrivono compilando questo modulo.

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