Qual'é il mercato dell'e-learning?

06 luglio 2010 - pubblica su Facebook LinkedIn Xing Twitter FrienFeed Technorati Google Ok Notizie Thumblr

Il mercato e i lavori dell'elearning

Post scritto da Mauro Sandrini. Seguimi su Twitter.

Perché è così difficile disporre di indagini attuali sul mercato dell'e-learning? L'ultima seria è questa dell'osservatorio AITech-Assinform pubblicata nel 2007 che si riferisce a dati di circa un anno prima. Tutte le analisi si fanno su dati che sono vecchi di 4-5 anni. Non sono a conoscenza di indagini di qualità più recenti. Se lo siete vi prego di comunicarmelo che vorrei divulgare la notizia.

Al di là del problema dell'aggiornamento dei dati esiste un problema metodologico nell'analizzare il mercato dell'e-learning. Si tratta infatti di un oggetto complesso di cui è difficile tracciare con esattezza i confini. E i confini sono necessari quando si misurano le dimensioni di un mercato. Per esempio parliamo di e-learning sia quando abbiamo una software house che installa una piattaforma Open Source, oppure quando la stessa piattaforma viene installata da referenti informatici all'interno della stessa organizzazione. Il risultato operativo è lo stesso ma in termini economici sono due entità molto diverse fra loro. Nel primo caso il costo contrattuale è facilmente computabile nell'analisi del mercato nel secondo bisognerebbe calcolare una quota del costo del lavoro del personale che ha effettuato l'installazione.

Ma questo esempio è solo uno dei tanti possibile. Lo stesso schema si riproduce quando si tratta di contenuti o di servizi e-learning come tutoraggio, assistenza, progettazione ecc. Nonostante le problematiche metodologiche tentare di individuare le dimensioni di un mercato è comunque importante. Se non lo si fa diventa difficile non solo realizzare, ma anche proporre misure di politica industriale (sempre che fossimo in un paese ove vi fosse un ministro deputato allo scopo).

La settimana scorsa a Roma si è svolto un primo momento di riflessione su questo tema in un evento organizzato da Siel e da Adapt dedicato all'incontro fra alta formazione e mondo del lavoro.

L'aspetto più particolare dell'evento è stato che mentre l'offerta dei lavori dell'e-learning è apparsa modesta, e l'impressione che si è avuto dei casi di eccellenza presentati è che fossero quasi mosche bianche nello scenario generale, dall'altro il livello di aspettative e di grande motivazione di chi è disponibile (e lo fa già) a spendere mesi e anni con stage non o mal retribuiti.

Per un qualche motivo (che sarebbe interessante indagare) molte persone, sopratutto giovani, si aspettano molto dall'e-learning, dalle aziende e anche dalle istituzioni. Si tratta di energie positive che sarebbe un peccato sprecare ad ogni livello: dal più piccolo degli elearning provider, alle università e alle aziende. Fino, ovviamente, a chi si occupa di politica industriale e di efficienza nelle pubbliche amministrazioni che avrebbe il dovere di trasformare questa risorsa umana in una opportunità per il Paese.

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