Far da sé fa male all'e-learning?

Ovvero: produrre i contenuti in autonomia riduce la qualità dell'e-learning?

Risposta personale ad un lettore

In seguito alla divulgazione della notizia del workshop "Come produrre contenuti multimediali in autonomia per il training on line" ho ricevuto una richiesta di approfondimento molto seria che ho pensato di utilizzare come spunto per una riflessione condivisa. Per rispettare la privacy ho cambiato i nomi e i riferimenti. Il testo comunque è integrale.

Oggetto: Re: [e-learning workshop 12-3] Come Produrre Da Se' I Contenuti Multimediali?
Da: mario.rossi@xyz.com
A: ms@elearningeinnovazione.org
Data: 10-02-2010 Ore: 13:35

Gentile Mauro,
vi seguo sempre con molto entusiasmo e colgo questa occasione per farvi i
complimenti per come trattate le problematiche dell'e-learning.

Tuttavia, di fronte a questo appuntamento, ho un dubbio: come dovrebbe
reagire uno che campa grazie all'e-learning se le aziende iniziassero a
farsi i corsi da sole?

Mi viene da pensare che, se la tendenza delle aziende italiane è la solita,
cioè quella tesa al risparmio, certamente in uno scenario *self made* la
formazione prodotta in casa dalle aziende sarà certamente di pessima
qualità, rovinando ulteriormente il panorama dell'e-learning italiano e
screditando l'efficacia della formazione on-line.

In attesa di una Sua opinione, Le porgo i miei saluti.
Mario


La lettera solleva alcuni argomenti importanti. Cercherò di rispondere uno per uno.

Domanda 1. Campare con l'e-learning. E' possibile?
Risposta 1. Si. Ma a certe condizioni

Ritengo che l'e-learning sia un business di prossimità. Per fare le cose fatte bene e' necessario stare vicino al cliente, passare del tempo con lui e studiare insieme le soluzioni utili. Di conseguenza è anche un'attività difficilmente (o malamente) standardizzabile. E' possibile standardizzare l'e-learning ma, generalmente, i risultati sono pessimi.

Chi opera nel settore sa che in passato le maggiori delusioni a chi avrebbe voluto iniziare un percorso di e-learning sono giunte proprio dai "grandi" esperti. Non è necessario fare nomi (e beccarsi magari qualche denuncia). Tutti li conoscono. L'e-learning come consulenza standardizzata semplicemente non funziona. A meno di non considerarlo soltanto alla stregua di una piattaforma software o il copia-incolla di contenuti preesistenti (Power Point su tutti) senza alcuna dimensione interattiva. Questo però non è e-learning. Pretendere di generare un'economia sostenibile per sè e per il cliente da questa attività è illusorio.

Miscelare strategie, contesti, contenuti e tecnologie è e-learning. E produce valore per tutti. Questo è l'e-learning.
O almeno è quello che mi interessa.

Domanda 2. Come reagire di fronte all'autonomia del cliente
Risposta 2. Con gioia

E' bene agevolare l'autonomia del cliente il più possibile. Più è informato più resterà "fedele". Sa che non si aspetta fregature. Ma non è solo questo.

Tutti i veri esperti in ogni settore sono tali perché hanno imparato grazie all'esperienza con i clienti non sui libri. Nessuno si fida di un chirurgo neolaureato con il massimo dei voti quando si deve operare. Tutti vanno alla ricerca di chi ha più esperienza sul campo. Chi ha esperienza non teme di divulgarla. E' sua quanto lo è il proprio codice genetico. Si possono "rubare" le informazioni, non l'esperienza reale. Quella che non finisce sui curriculum vitae ma "si sente" e deriva dalle ore passate a discutere con un cliente a cercare una soluzione innovativa insieme. Senza imporgli l'ultimo ritrovato della tecnica tanto per.

Progettare e gestire un sistema di e-learning significa rendere semplice un sistema complesso.
E' un sacco di lavoro remunerabile da fare.

Un cliente più autonomo è un cliente "che sa", che non si aspetta fregature ma conosce anche i suoi limiti e non chiede l'impossibile con richieste assurde. Quanti sono i clienti che vogliono andare su un'astronave ma, magari, non sanno neppure andare in bicicletta?

Domanda 3. La formazione prodotta in casa sarà di pessima qualità
Risposta 3. Dipende

Il problema non è tanto se la formazione fatta in casa è pessima qualità bensì che troppo spesso quella esterna affidata agli "esperti" è scadente. Per fortuna non è sempre così ma SPESSO è così. Provare a chiedere in giro per averne la prova:

  • quante sono le piattaforme installate al costo di migliaia di euro (a volte decine) e rimaste un deserto di contenuti utili?
  • quanti sono i corsi (SCORM per carità!) che in realtà sono il copia-incolla di Power Point sulla piattaforma?
  • quanti sono i partecipanti ai corsi che sono stati delusi dalla loro esperienza?

Le risposte a questa domande risiedono in una gran parte di e-learning che NON è stato fatto in casa. E che anzi è stata pagato fior di quattrini. Rispettare l'autonomia del cliente invece è solo un primo passo per avanzare verso una direzione dove chi come te può proporre soluzioni più complesse che non siano solo quelle della produzione dei corsi.

Domanda 4. Cio' rovinerà il mercato italiano dell'e-learning.
Risposta 4. Il mercato dell'e-learning non esiste

In termini quantitativi è difficile definire qualcosa come "il mercato dell'e-learning". A cosa ci si riferisce? Alle piattaforme installate? Alla produzione dei contenuti? Al tutoraggio? Alla valutazione? E' come dire: esiste il mercato di tutto ciò che apprende sotto il cielo?

I mercati sono soltanto una convenzione. Che serve ai giornali e agli analisti per vendere il loro sapere. E a volte vendersi. I mercati sono le conversazioni tra le persone e le opportunità che da queste conversazioni nascono. L'e-learning è questo contesto relazionale più di qualunque altro contesto umano perché, forse, rappresenta davvero il modo in cui sta evolvendo il modo di apprendere non soltanto delle aziende. Ma di ciascuno di noi in quanto esseri umani. In questo senso il mercato dell'e-learning non esiste. Per fortuna. Ma esistono le opportunità. Che si creano di volta in volta, incontro dopo incontro, colloquio dopo colloquio.

Smettendo di presentare l'e-learning come LA SOLUZIONE ai problemi di training di un'organizzazione.

La verità è che l'e-learning è soltanto uno strumento a supporto dell'apprendimento organizzativo. Solo che questo è un concetto terribilmente difficile da spiegare. Difficile ma molto interessante: produce valore. Economico e non soltanto.

Di certo non è utile tenere le persone nell'ignoranza. E' meglio cercare di guadagnarsi il loro rispetto. Anche perché oggi se uno vuole trovare e imparare qualcosa lo fa. Senza il permesso di nessuno.

11 Febbraio 2010

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