Una nuova iniziativa del MIT che ci interroga sul futuro delle università
E' di pochi giorni giorni fa la notizia che per il 2012 il MIT lancerà una nuova iniziativa nel campo dell'elearning denominata . Non si tratterà di una evoluzione dell'Open Course Project di cui si è già parlato abbondantemente in passato e che in pratica si limitava a distribuire contenuti ad accesso gratuito. E' un vero e proprio cambio di paradigma. Questa volta il MIT metterà a disposizione oltre ai contenuti anche veri e propri strumenti di apprendimento online. E anche questi saranno più che gratuiti: saranno Open Source. Inoltre, anche se non è ancora chiaro come, sarà disponibile una qualche forma di certificazione delle competenze attribuibile al MIT stesso.
Quel che dovrebbe spaventare i tradizionalisti è l'approccio proposto. E' un approccio che può rappresentare una catastrofe peggiore di quella minacciata dai Maya per tutte le università che hanno al cuore del proprio modello l'erogazione dei titoli. Ce ne sono troppe in giro per il mondo, ma anche in Italia non ce ne sono poche. Di sicuro fra quelle private, ma anche fra quelle pubbliche.
C'è un modo per evitare la catastrofe?
Sì. Ce lo suggerisce nel suo blog su Wired Science. La soluzione non è concentrarsi sui contenuti e neppure sugli strumenti per l'apprendimento, ma sulla capacità di costruire comunità di studenti che apprendono. Chi ci riesce non avrà il problema della concorrenza sleale del MIT e dei prossimi, prevedibili, emuli. Ma per farlo dovrà essere in grado di mettere al centro la relazione con le persone. Cosa che non mi pare essere al primo posto nelle preoccupazioni delle università in Italia.
Auguri a tutti. Comunque vada il prossimo anno non sarà per nulla un anno banale.
É dagli anni '80 che Milano non mi piace.
Avevo vent'anni allora. Erano i tempi della Milano da bere che dopo poco
sarebbe diventata quella della finanza. Da allora in poi è successo di tutto.
Fino alla situazione critica di oggi.
Se la finanza è una delle cause della crisi in cui siamo immersi allora Milano
ne è, almeno un po', responsabile.
La prima versione di questo sito internet risale ormai a tempi
preistorici. Era il 2005 e di crisi non se ne scorgeva all'orizzonte
eccezion fatta per le solite cassandre che ululavano al vento le ragioni
di chi vede, ma non può nulla.
Agostino Quadrino, il responsabile della casa editrice Garamond, è noto per essere una persona originale.
A seconda dei casi si può essere d'accordo o dissentire profondamente da
lui, ma non si può restare indifferenti quando le sue proposte arrivano
a toccare quei luoghi cui nessuno osa avvicinarsi nel mondo
dell'editoria scolastica. Come per esempio quella della conoscenza come bene comune.
A dirlo si fa presto. Metterlo in pratica è un altro paio di maniche. E' quello che sta provando a fare Garamond invitando 62 mila docenti a creare collaborativamente il Repertorio Italiano di Contenuti Educativi e Didattici Digitali.
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